La diastasi addominale consiste in una separazione dei muscoli retti addominali, i due muscoli lunghi centrali dell’addome. Molto frequentemente dovuta alla gravidanza, colpisce in maniera irreversibile circa un terzo delle donne che hanno partorito; nell’uomo, la diastasi addominale può comparire in relazione, ad esempio, all’aumento di peso od agli sforzi fisici intensi.
Solo un problema estetico?
Normalmente, i muscoli retti dell’addome sono uniti tra loro da un sottile e resistente cordone fibroso, la linea alba; nella diastasi addominale questo cordone si assottiglia e indebolisce, ed i muscoli retti si separano, spostandosi, soprattutto nella loro zona centrale, verso i lati della parete addominale.
La diastasi addominale, o diastasi dei retti si osserva spessissimo dopo la gravidanza, specie (ma non solo) nelle giovani donne magre, sportive e con parete addominale molto tonica; non si tratta di una vera e propria ernia, ma si definisce correttamente come una insufficienza della linea alba, la quale causa un indebolimento della parete addominale che col tempo tende ad aggravarsi ed a provocare la comparsa di sintomi come il mal di schiena e l’incontinenza urinaria (oltre a diventare decisamente antiestetica). Anche nell’uomo, la diastasi dei retti può essere presente e provocare disturbi che interferiscono profondamente con le attività quotidiane. La diastasi addominale nell’uomo compare più frequentemente in caso di addomi sottoposti a notevoli stimolazioni muscolari (ad esempio negli sportivi) o nei pazienti sovrappeso od obesi, e può causare lombalgia e difficoltà respiratorie e digestive.
Ancora oggi i Chirurghi Generali sottovalutano la diastasi dei retti, e la relegano nel campo dei difetti estetici; questo punto di vista, tuttavia, è semplicistico e tiene poco conto dell’importanza dei vettori muscolari addominali nell’esecuzione, per esempio, dei movimenti respiratori, nel mantenimento di una corretta posizione eretta e nel garantire una corretta funzione dei muscoli del pavimento pelvico.
Per questo, la diastasi addominale deve essere considerata alla stregua di una vera e propria malattia della parete addominale, meritando la giusta considerazione e un corretto approccio correttivo chirurgico.
Diastasi dei retti: intervento in laparoscopia (o meglio, in endoscopia)
Ancora oggi, nel nostro Paese, la grande maggioranza dei Chirurghi che operano la diastasi dei muscoli retti lo fanno attraverso grandi incisioni sulla parete addominale (l’incisione orizzontale da
Questa paziente ha una corretta indicazione all’addominoplastica, per la presenza di un addome pendulo e di pelle in eccessofianco a fianco dell’addominoplastica realizzata dai Chirurghi Plastici; l’incisione verticale dallo sterno al pube dei Chirurghi Generali; e non raramente, entrambe le incisioni insieme), che risultano molto dolorose, di lenta guarigione e con risultati non raramente orribili dal punto di vista cosmetico. L’addominoplastica in particolare mantiene le sue indicazioni nelle pazienti con grembiule adiposo che cerchino, oltre alla correzione dei problemi funzionali, anche un miglioramento cosmetico della propria parete addominale: ma nei casi in cui non vi siano addomi penduli o pelle in eccesso, l’addominoplastica oggi è
Questa paziente, invece, non ha nessuna indicazione all’addominoplastica: niente pelle in eccesso, niente addome pendulo.un intervento inutilmente rischioso e veramente troppo invasivo per poter essere giustificato (oltre a presentare un altissimo rischio di recidiva della diastasi e di complicanze, come ci racconta la Letteratura medica internazionale) come trattamento della diastasi addominale.
Oggi, tuttavia, sono disponibili tecniche minimamente invasive: la diastasi dei retti addominali può essere trattata con un intervento in laparoscopia, o meglio in endoscopia, grazie al quale, con tre piccoli fori subito sopra il pube, si riesce a ricostruire il difetto tra i muscoli retti, collocando infine una rete leggerissima a rinforzo della parete, esattamente come avviene nella chirurgia
L’invasivita’ della addominoplastica e la sua complicanza piu’ temibile: la necrosi della cute addominaledelle ernie.
Diastasi addominale nell’uomo
La REPA è particolarmente efficace per il trattamento della diastasi addominale nell’uomo: i pazienti di sesso maschile gradiscono molto la sua minima invasivià, il decorso postoperatorio più “gentile” e la più rapida ripresa delle proprie abituali attività.
Siamo stati i primi in Europa, e siamo gli unici in Italia, ad eseguire la REPA, l’intervento endoscopico mininvasivo per la correzione della diastasi dei retti; e siamo orgogliosi di poter dire di avere oggi la più ampia casistica pubblicata al mondo per questo tipo di chirurgia.
Che differenza c’e’ tra l’intervento in laparoscopia per la diastasi addominale e l’intervento in endoscopia? Gli strumenti utilizzati sono gli stessi, ma mentre con l’intervento in laparoscopia (o con il robot chirurgico) si entra nella cavità addominale, con l’intervento in endoscopia si resta fuori di essa, sulla superficie dei muscoli retti: il rischio di complicanze postoperatorie, come ad esempio la lesione di visceri addominali, è in questo modo molto ridotto. Inoltre, con l’intervento in laparoscopia o robotico per la diastasi dei retti non si riesce, per motivi anatomici, a plicare (ossia a cucire) per intero la fascia dei muscoli retti dell’addome, mentre con l’intervento in endoscopia sì.
L’intervento endoscopico per la diastasi dei retti – la REPA – è davvero minimamente invasivo, il ricovero del paziente è di una sola notte ed il decorso postoperatorio è particolarmente lieve e senza grandi disturbi per i pazienti. Ma la nostra attenzione al trattamento della diastasi dei retti non termina con l’intervento chirurgico: siamo stati i primi in Italia ad introdurre un programma terapeutico multidisciplinare, che prevede un percorso di riabilitazione fisioterapeutica dei muscoli della parete addominale, dell’omeostasi posturale e della funzione del pavimento pelvico attraverso uno straordinario protocollo di ginnastica ipopressiva.



Io ho avuto 4 gravidanze e purtroppo la cosa sta peggiorando mi piacerebbe saperne di piu
Buongiorno due anni fa ho avuto una gravidanza gemellare sento la separazione dei retti addominali in caso di intervento è possibile con servizio sanitario? Grazie
Buongiorno. Per il momento sì, io opero in un ospedale pubblico.
Salve Dottore, in quale ospedale opera?? Grazie x la risposta
Nell’ospedale di Chivasso, alle porte di Torino
La posso contattare telefonicamente??!!! Qui in Sicilia nn ci capiscono niente i medici ??
Certo, lasci il suo numero di telefono nella segreteria telefonando allo 011 0438161. La richiamero’ al piu’ presto. Cordiali saluti.
Grazie mille dottore,a presto!!!!
Salve dottore come si chiama l ospedale e dove si trova?
Opero a Torino nella Clinica Santa Caterina da Siena, a Milano nel Day Surgery Resnati e alla Madonnina, a Roma nella Clinica San Carlo di Nancy e a Catania nella Clinica Gibiino
Salve dove opera come la con̈tatto?
Buongiorno. Può contattare la mia segreteria al numero 0110438161 o per email all’indirizzo info@cuccomarinomd.com. Opero a Torino, Milano, Roma, Lecce e Catania.
Salve dottore, volevo sapere se per poter fare questo intervento è necessario che la distanza tra i retti sia importante. Ho fatto un’ecografia da cui risulta diastasi di poco più di 1 cm ma la mia pancia è molto gonfia e, come tutte noi che abbiamo questo problema, sembro perennemente incinta. La sua tecnica per me sarebbe la soluzione ideale ma non so se nel mio caso si può fare. Le sarei infinitamente grata se potesse illuminarmi! Grazie
Buonasera. Non raramente l’ecografia sottostima la diastasi! Dipende da come viene eseguita e dall’esperienza dell’esecutore. Per questo io pongo sempre l’indicazione chirurgica solo dopo aver visitato il paziente, e MAI solo sulla base dell’ecografia. Perché non viene a trovarmi in studio? Cordiali saluti.
Grazie dottore, certo ho intenzione di venire da lei per una visita accurata e soprattutto per capire meglio la mia situazione. Il fatto è che sono di Bari e il suo studio è un pò lontano. Ho bisogno di capire come organizzarmi.
Davvero non capisco come una diastasi apparentemente minima possa determinare un gonfiore e un palloncino perenne così antiestetico.
Grazie ancora, a presto!
Buongiorno. Da un punto di vista della classificazione, una separazione dei retti < 2,5 cm non può essere classificata come diastasi. Per cui, al di sotto di tali misure, non sussiste neanche l'indicazione chirurgica.
Scopro di avere la caratteristica sporgenza imputabile alla diastasi (una specie di ‘pinna’ lungo la linea ‘alba’), ma ispezionando manualmente il varco sembra non raggiungere i 2 o 3 cm. La sporgenza, comunque, è dura, consistente… Mi chiedo anche se, data la presenza di questa sporgenza, sia consigliabile fare i classici addominali. Sono un uomo di 62 anni. Grazie. Cordiali saluti.
Gli esercizi che impegnano i muscoli retti dell’addome purtroppo peggiorano la diastasi
Buongiorno,
Due gravidanze e una miomectomia ravvicinate.
Diastasi di 5/6 cm ed ernia ombelicale.
Addome gonfio mi chiedono se sono incinta ma anche problemi di digestione, mal di schiena e incontinenza urinaria.
Per me sta diventando un problema sia estetico che funzionale.
Posso accedere all’intervento in ssn?
Ora sto facendo esercizi apposta seguita da fisioterapista e elettrostimolazione addome e pavimento pelvico ma se non risolvo così vorrei capire come posso fare.
Grazie e buona giornata.
Buongiorno. Nel SSN la correzione della diastasi dei retti è assurdamente considerata chirurgia estetica salvo che non venga effettuata in pazienti sottoposti a chirurgia bariatrica che abbiano raggiunto il target di peso e necessitino di un rimodellamento corporeo. Nonostante ciò, alcuni centro di Chirurgia Plastica effettuano, nei casi come il suo, l’intervento (molto invasivo) di addominoplastica. La chirurgia mininvasiva non è contemplata come possibile soluzione. Con misure come le sue, la fisioterapia e qualsiasi altro provvedimento non chirurgico non potranno mai risolvere il problema.
Salve dottore , ho avuto due gravidanze , di cui l’ultima 5 anni e mezzo fa , attraverso una tac addominale mi è stata riscontrata una diastasi dei muscoli retti di quasi 4 cm e un’inizie prominenza erniaria , mi spaventa molto la cicatrice dell’addominaplastica che va da una spina eliaca all’altra e in generale il post operatorio, sto cercando, ho un addome globoso , sto cercando di capire se ci sono altre tecniche, vorrei avere la pancia di prima senza più i disturbi che ho . La ringrazio anticipatamente
Buonasera. Per sapere se posso aiutarla dovrei visitarla… Perché non viene in studio a trovarmi?
Salve dottore, si devo sicuramente venire per una visita ma devo organizzarmi, io abito in Sicilia .
Grazie mille per la sua risposta
Buonasera ho avuto quattro gravidanze e purtroppo ho questo problema falla seconda gravidanza..ma ho saputo che l’operazione costa parecchio,mi sa dire quanto costa questo tipo di operazione?
Gentile Signora, se sussistono le condizioni l’intervento può essere eseguito all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Per saperlo, però, bisogna che venga a visita da noi: siamo gli unici in Italia a eseguire questo intervento!
Salve dottore,
Io sono di Padova volevo sapere indicativamente quanto sarebbe l’attesa per l’operazione .
Proverò a contattare comunque per fissare una visita.
Voi siete gli unici in Italia a effettuare questa operazione vero ? Può eventualmente consigliarmi qualche suo collega qui in Veneto ?
Saluti
Marisa
Buonasera, nel SSN l’attesa supera abbondantemente l’anno e mezzo. Sono l’unico in Italia ad eseguire questo tipo di intervento. Cordiali saluti.
Buonasera
questo intervento corregge solo ernia e diastasi? O anche l’addome pendulo?
grazie
Buonasera. Questo intervento non ha finalità estetiche ma mira a riparare la funzione della parete addominale, e non corregge l’addome pendulo
Egregio dottore, è possibile sottoporsi all’intervento anche in regime privato o solo convenzionato con il SSN?perché i tempi con il SSN sono molto lunghi in genere..
Grazie
Saluti
È una scelta del paziente: io opero sia nel SSN che privatamente. È vero, comunque, che nel SSN l’attesa è lunga (la lista si sta avvicinando ai 2 anni…)
Salve ho una diastasi 2cm dopo gravidanza gemellare, e mi ha provocato diversi problemi ,vorrei una visita con lei per approfondire la mia situazione ,
Buonasera. Mi mandi una mail a info@cuccomarinomd.com con il suo numero di telefono, la richiamero’ al piu’ presto e concorderemo una visita. Cordiali saluti.
Salve dottore . Io sono di Cassano magnago e la cosa mi interessa molto . Ho fatto 3 gravidanza e volevo sapere di più come posso fare per prendere un appuntamento . Io purtroppo sono una lavoratrice faccio pulizie a Malpensa faccio i turni così voglio sapere le vostra disponibilità . La ringrazio ..
Buonasera. Prenotare una visita è semplice: telefoni allo 0110438161, la nostra segreteria telefonica, e lasci il suo nome e numero di telefono; la richiamerò appena possibile. Grazie e buona serata.
Buonasera volevo chiedere un informazione ho un impegnativa x prenotare una visita di chirurgia plastica ho già fattoanche eco addominale è possibile prenotare da voi all ospedale di Chivasso?
Buonasera. Non ci sono problemi per la visita in ospedale. Io visito in libera professione intramoenia (per cui l’impegnativa non serve) e la visita può essere prenotata online all’indirizzo https://agenda.cuccomarinomd.com
Cordiali saluti.
È molto interessante. Sono anni che cerco la soluzione meno invasiva a questo problema…
La soluzione esiste, e i risultati sono eccellenti.
Buongiorno,
ho 44 anni e ho avuto due gravidanze con parto naturale. A seguito di diversi fastidi ho di recente fatto ecografia da cui è emerso che ho una distasi di 4,5 ed ernia addominale. Ho fatto quindi una visita da chirurgo plastico che mi ha dato come unica soluzione intervento chirurgico a pagamento perché SSN copre solo a partire dai 5cm di diastasi. Comunque mi ha sconsigliato l’intervento essendo magra e senza problemi estetici.
Io però avverto molto gonfiore e pensantezza soprattutto dopo aver mangiato e inizio ad avere qualche problema di incontinenza.
Sinceramente l’intervento chirurgico mi spaventa molto per tanti motivi e sto cercando di capire se esistono soluzioni meno invasive.
Il mio caso potrebbe rientrare in quelli che lei tratta con REPA?
Riceve per caso anche in Puglia o Sicilia?
Buonasera,
In realtà il SSN autorizza l’intervento per diastasi solo nei pazienti ex obesi che hanno effettuato un chirurgia bariatrica, abbiano raggiunto il target di peso e necessitino di un rimodellamento corporeo. Il rischio (per il paziente e per il chirurgo) di non rispettare questi parametri è di essere denunciati per truffa alla Regione. Ciò detto, stando a quanto scrive lei sicuramente rientra nelle indicazioni alla REPA. Al momento non visito in Sicilia o in Puglia, però esiste la possibilità sia di effettuare una visita online, valida per l’indicazione chirurgica, che di essere sottoposti ad intervento chirurgico in Sicilia o a Roma. Cordiali saluti
Salve, mi interesserebbe sapere se,in presenza di pelle in eccesso (non molta) ed ombelico sporgente, questa tecnica è funzionale anche dal punto di vista estetico. L’ombelico rientrerebbe? Grazie.
Buongiorno. La REPA e’ una tecnicaca funzionale, non estetica: ripara i problemi causati dalla diastasi, ma dal momento che non vengono realizzate delle incisioni non e’ possibile asportare pelle in eccesso. E’ anche vero che, a volte, le pazienti identificano il “rigonfiamento” dell’addome con la pelle in eccesso, cosa che non e’. L’ombelico, con questo intervento, riacquista la sua forma naturale.
Salve ho 47 anni e tre figli. Da sempre sportiva e con fisico asciutto ho una diastasi importante che mi condiziona ma non frena la mia voglia di fare sport ( mi alleno anche 5 volte a settimana), se non fosse per l’ombelico che ne tradisce la presenza (è infatti sporgente e con pieghe di pelle) e la possibilità che qualche ansa intestinale possa erniarsi. Non ha altri ambulatori in cui visita oltre a Chivasso?….sarei molto interessata a questa tecnica di intervento. Grazie e attendo risposta. Stefania Pilla da L’Aquila.
Buonasera. Al momento visito solo a Chivasso e Torino.
Buonasera , è possibile saper indicativamente quanto costa l’interno effettuato privatamente?
Buongiorno, i prezzi variano a seconda che l’intervento venga fatto in ospedale in intramoenia od in clinica. Se si ha un’assicurazione il costo è normalmente del tutto coperto dalla polizza.
Grazie mille per la risposta
Gentile dottore ho una domanda relativamente alla sua tecnica molto valida per le persone normopeso , lei dice che applica una rete che stabilizzata il risultato grazie al tessuto fibroso che si viene a creare ma non si può inserire una mesh riassorbibile che fungendo da impalcatura nel momento in cui verrà colonizzata dalle cellule del nostro corpo lascerà il posto a del nuovo tessuto facciale che stabilizzera’ il risultato dell’ intervento ….non e sempre meglio di un corpo estraneo ? Grazie per la risposta
Buonasera. Le protesi riassorbibili attualmente disponibili non sono in grado di indurre un’adeguata risposta infiammatoria e quindi un’adeguata reazione fibrotica. Probabilmente in futuro si arriverà a disporre di protesi più efficienti in tal senso. D’altronde, la protesi che io uso è così leggera (19 mg/mq) che, una volta sagomata per la riparazione, il suo peso è di circa mezzo grammo: meno di quello delle suture normalmente usate dai chirurghi plastici, ad esempio, nella riparazione della diastasi via addominoplastica. Una quantità di materiale davvero trascurabile, insomma.
Salve, io ho avuto tre gravidanze nel giro di sei anni, ora mi ritrovo con una diastasi ma, avendo un fisico magro volevo capire se effettuando l’intervento con questa tecnica potrei risolvere anche a livello estetico? Grazie se potrà rispondermi.
Buongiorno. L’obbiettivo primario della REPA è la ricostruzione funzionale della parete addominale, ma anche i risultati cosmetici sono eccellenti.
buongiorno, Mi scusi ma le mesh riassorbibili non hanno lo scopo di evitare la creazione di tessuto fibrotico e di indurre solamente la creazione di un tessuto fasciale a stabilizzazione dell’intervento ?…magari non ho capito la risposta …
Probabilmente mi sono spiegato male io. Nella riparazione, non si forma tessuto “fasciale” (altrimenti si parlerebbe di “rigenerazione”) ma tessuto fibrotico. Le protesi riassorbibili non sono in grado di promuovere in maniera efficiente ed efficace tale formazione, ed inoltre dopo qualche tempo scompaiono, lasciando una parete debole. Il contrario avviene con le protesi non riassorbibili. Magari in futuro le cose cambieranno…
Buongiorno dottore. Lei opera anche in convenzione con il ssn? O solo privatamente? So che al di sopra dei 5 cm di diastasi alcuni interventi sono convenzionati ma tanti altri no. Volevo inoltre sapere che probabilità di recidiva ci sono con questa tipologia di intervento anche rispetto a quello in laparoscopia. Grazie.
Buongiorno. Io opero sia in SSN, con i limiti imposti dallo stesso (dimensioni della diastasi, contemporanea presenza di ernie, ecc.) e dalla pandemia in corso (attualmente non effettuiamo interventi non urgenti, probabilmente passeranno molti mesi prima che si possa tornare ad operare diastasi) che privatamente. Le recidive sono davvero poche, intorno all’1-2%, rispetto all’addominoplastica (dove sono riportate, in alcune casistiche, fino al 40%); rispetto all’intervento laparoscopico è difficile dirlo, non ci sono dati pubblicati in tal senso: la laparoscopia, così come la chirurgia robotica, non sono tecniche sufficientemente standardizzate e validate per la chirurgia della diastasi.
Salve,
quando ho partorito la mia seconda figlia nel 2019, alla visita di controllo una ginecologa mi ha detto che avevo una diastasi, ma nessuno ha saputo indirizzarmi e tanti non sanno nemmeno cosa sia. Ho avuto un terzo figlio nel 2021, ora vorrei prendere il percorso giusto per iniziare a prendermi cura della diastasi. Può indicarmi come iniziare il percorso?
Resto in attesa di un suo riscontro.
Cordiali Saluti
Gentile Signora, il primo passo da fare è rivolgersi ad un Chirurgo che sia specialista nel trattamento della diastasi. Purtroppo non siamo in tanti; essere specialista in Chirurgia non è sufficiente, e anche la superspecialità in Chirurgia della parete addominale non sempre è sufficiente. Questo ramo della Chirurgia di parete è molto recente.
Buon giorno premetto che mi è stata diagnosticata diastasi retti e obbliqui, ernia ombelicale e ernie inguinali (su entrambi i lati) , ormai convinta di eseguire l intervento, ma non con le tecniche tradizionali bensì mininvasive che sia laparoscopia piuttosto che robotica ( LAP-t, MISAR , REPA ecc), vorrei capire se con la REPA si riesce a lavorare efficacemente su retti , obbliqui e inguine e avere dettagli su come avviene la riparazione dei tessuti (in quale zona di lavoro si opera anteriore o posteriore ai retti, se e come viene fissata la rete, come viene eseguita la sutura ecc)
Buongiorno. Con la REPA si riesce a lavorare perfettamente sia sui muscoli retti che sugli obliqui (infatti si riesce a riparare il cosiddetto “floppy wall abdomen” senza alcuna difficoltà), meglio che con le tecniche laparoscopiche. La spiegazione del perché è basata sull’anatomia dei muscoli retti: i muscoli retti sono infatti “contenuti” all’interno di una “guaina” (la guaina dei retti) costituita da 2 foglietti, uno anteriore ed uno posteriore: mentre il foglietto anteriore (che si estende dal torace al pube ed è quello su cui lavora la REPA) è completo, quello posteriore è incompleto dal momento che termina poco sotto l’ombelico. Dal momento che la sutura deve includere la guaina (le suture muscolari devono tutte includere la fascia muscolare, altrimenti i muscoli tendono a sanguinare, si lacerano e quindi la riparazione diventa molto precaria), diventa evidente che solo le riparazioni “anteriori”, cioè eseguite a livello della faccia anteriore dei retti, come la REPA, sono complete, mentre le “posteriori” (ovvero quelle eseguite intraperitonealmente come la LAP-t o la tecnica robotica) sono necessariamente incomplete. La miSAR ha un’ulteriore criticità: utilizza una suturatrice meccanica. le suturatrici meccaniche sono dispositivi progettati e prodotti per suturare, ossia cucire unendo segmenti diversi, l’intestino: in pratica per unire tra di loro due segmenti intestinali applicando delle graffette metalliche. La resistenza del tessuto di cui è fatto l’intestino è molto minore di quella del tessuto delle fasce muscolari, che sono invece normalmente sottoposte a importanti stress meccanici (immagini come si contraggono i muscoli retti quando fa un crunch, per esempio: la forza della contrazione viene trasmessa alla guaina dei retti, che è la struttura attraverso la quale questi muscoli si ancorano allo scheletro): le graffette delle suturatrici hanno una larghezza ed uno spessore fatto per questo tipo di stress, non per sostenere le contrazioni di grandi muscoli. Il risultato è che la riparazione tende a lacerarsi, aprendo la strada a due tipi di complicanze, entrambe abbastanza gravi: l’esposizione della rete al contenuto della cavità addominale, con possibilità di formazione di aderenze tra rete ed organi intraperitoneali (come appunto l’intestino; le aderenze tra rete e intestino possono provocare erosioni dello stesso ed occlusioni intestinali) e la cosiddetta “ernia posteriore”, ossia un’ernia che scivola dietro i muscoli retti ed è molto insidiosa perché difficile da diagnosticare.
Quindi, riassumendo, la REPA è una riparazione anteriore è questo è uno dei suoi principali punti di forza. La rete, una rete ultraleggera (impiantiamo meno di 1 g di materiale) viene fissata con delle clips riassorbibili, che dopo qualche mese scompaiono completamente; ma il loro ruolo a quel punto è esaurito, perché la rete è già stata integrata nella fascia muscolare. In effetti l’obbiettivo della rete è sì sostenere la riparazione effettuata, ma anche e forse soprattutto quella di indurre, grazie alle sue caratteristiche tridimensionali, la formazione di una grande “colata” di tessuto connettivo che rendi la riparazione molto solida (in effetti le recidive sono meno dell’1%). La sutura è una doppia sutura continua effettuata con una filo “barbato”, cioè fornito di piccole ancorette, chiamate “barbe”, che permettono di regolare perfettamente la tensione della riparazione; anche la sutura si riassorbe dopo qualche mese, ma a quel punto la riparazione è già stabilizzata grassa alla “colata” di connettivo di cui parlavo prima.
Infine, ma non per ultimo, un vantaggio incolmabile della REPA è che è compresa, al contrario delle altre riparazioni, nelle linee guida delle principali società scientifiche internazionali sulla chirurgia della diastasi; addirittura alcune di esse (come quelle della Sociedad Hispanoamericana de Hernia) la indicano come il “gold standard” per la riparazione mininvasiva della diastasi.
Quanto alla possibilità di riparare contestualmente delle ernie inguinali, nessuna delle tecniche mininvasive lo consente. Questo perchè la disposizione degli strumenti nella riparazione della diastasi è molto diversa da quella per la riparazione dell’ernia inguinale, qualsiasi tecnica si usi.
Spero di essere stato chiaro ed aver risposto alle sue domande. Cordiali saluti.
Buongiorno dottore.
Causa dedmoide addominale lato sinistro mi è stato asportato 14 anni fa il muscolo retto, con conseguente perdita di tonicità e comparsa di importante diastasi addominale. Mi è stata inserita rete addominale ma l’addome è in pessimo stato. Vorrei gentilmente sapere se è possibile intervenire con le sue tecniche oppure fare intervento di addominoplastica. Lei lo esegue? Attendo sue notizie. In attesa di gentile riscontro.
Distinti saluti.
Buongiorno, è un quesito interessante al quale non è possibile rispondere su due piedi. Dovrei vedere la documentazione e soprattutto visitarla.