

Dr. Salvatore
Cuccomarino
minimamente invasiva della diastasi dei retti.
Ho cominciato nel 2017 effettuando
per la prima volta in Europa la REPA
(Riparazione Endoscopica
Pre-Aponeurotica), che consente di
riparare la diastasi attraverso tre
piccolissime incisioni sovrapubiche.
Attualmente in molte linee guida
internazionali questa tecnica è considerata
il gold standard per questa chirurgia, e io
sono il chirurgo con la più ampia casistica al mondo (oltre 500 interventi eseguiti).

Una passione nata fin da piccolo
Sono sempre stato curioso ed affascinato da tutto ciò che mi circonda, la mia curiosità era vivissima, come quella di tutti i bambini.
Giunto all’università, mi appassionai alle discipline che più rappresentavano questo principio di unicità ed indispensabilità nella complessità: biochimica, fisica, anatomia, fisiologia.
Avevo deciso sin da subito di fare il chirurgo ma mi turbava l’invasività della chirurgia anche nell’affrontare problemi “minori”, mi molestavano il dolore del paziente e la poca voglia dei miei mentori dell’epoca di preoccuparsene.
Erano gli anni in cui arrivavano dalla Francia le prime notizie di un’equipe di chirurghi di Lione, guidata da Philippe Mouret, che era riuscita a realizzare una colecistectomia semplicemente praticando quattro piccoli fori nell’addome del paziente; questa tecnica era stata chiamata laparoscopia.
I pazienti operati in laparoscopia, invece, tornavano a casa un paio di giorni dopo l’intervento. Che differenza straordinaria: la chirurgia poteva dunque essere “gentile”, senza dolore, rispettosa dell’integrità del corpo e dello spirito del paziente.
Approccio mini invasivo
Dopo essermi laureato con lode, approdai a Bologna per specializzarmi in Chirurgia generale.
Entrato nella seconda scuola di specializzazione in Chirurgia generale, mi venne assegnato come tutor un uomo straordinario, un chirurgo geniale che avrebbe segnato profondamente la mia storia professionale: il professor Giovanni Ussia, calabrese come me. Il professor Ussia aveva studiato negli Stati Uniti e in Francia ed era uno dei pochissimi chirurghi italiani dell’epoca a padroneggiare le tecniche mininvasive laparoscopiche non solo in ambito chirurgico ma anche uro-ginecologico. Con lui iniziai il mio percorso di apprendimento della chirurgia addominale minimamente invasiva, tra cui la riparazione delle ernie inguinali per via laparoscopica.
Nel tempo ho capito che quanto meno si aggredisce chirurgicamente il corpo del paziente, tanti più sono i vantaggi per lui: meno dolore, meno sanguinamenti, meno convalescenza, più rapida ripresa, più veloce ritorno alle proprie attività quotidiane, alla propria vita. Potremmo dire che la chirurgia laparoscopica “regala vita” al paziente.
Da allora, nel tempo, mi sono imposto di offrire ai miei pazienti il “plus” della minor invasività, in tutti gli interventi possibili.
L’evoluzione professionale
La mia attività è di fatto nata nel 2008, con la mia decisione di lasciare l’Italia alla volta della Spagna. Allora come oggi nel nostro Paese, la chirurgia della parete addominale era considerata una chirurgia “minore”, più seccante che utile.
In Spagna trovai un ambiente di lavoro completamente all’opposto rispetto alla realtà italiana con spazio molto ampio per la chirurgia mininvasiva.
Tornato in Italia nel 2012, aprii il mio primo studio libero-professionale, iniziando ad applicare le tecniche mininvasive apprese in Spagna, nel campo della proctologia, della chirurgia delle ernie e dei laparoceli e della chirurgia addominale.
Decisi di investire su una nicchia ancora libera, la chirurgia di parete appunto, e di superspecializzarmi nelle tecniche mininvasive. Continuai a frequentare assiduamente l’ambiente chirurgico iberico e latinoamericano e ad imparare dai miei amici e colleghi stranieri tutto quello che potevo.
In particolare, appresi dell’ ”esistenza” della diastasi dei retti come entità patologica e di una nuova tecnica per la sua riparazione, la REPA, messa a punto da Derlin Juarez Muas, un brillante chirurgo argentino mio amico.
Cercai di capire in cosa consistesse esattamente la diastasi; e quando venni a sapere che colpisce il 33% delle donne dopo il parto, capii che quello era lo spazio che potevo e dovevo occupare.
Allora chiesi a Derlin di insegnarmi passo passo la sua tecnica: era l’inizio del 2017.
–eIl mio lavoro oggi
Il 3 agosto 2017 eseguii, per la prima volta in Europa, la REPA. Da allora, affinando la mia tecnica e introducendo alcune varianti che hanno semplificato la procedura, di REPA ne ho fatte più di 500. Sono, a quel che dicono, il chirurgo che ha la più grande casistica di REPA attualmente nel mondo. E sono stato anche il primo ad eseguire la MILA in Europa; anche in questo caso, con quasi 200 lipoaddomino-plastiche mininvasive realizzate, ho una delle prime 2 casistiche mondiali.
Oggi la diastasi dei retti è entrata, come argomento, anche nei congressi delle società scientifiche che si occupano di chirurgia della parete e di chirurgia minimamente invasiva; così come si sta facendo strada, quanto meno come attitudine mentale, l’idea dell’importanza della fisioterapia postoperatoria nei pazienti sottoposti ad intervento per diastasi dei retti e per altri grandi difetti della parete addominale.
Anche questa idea l’avevo “rubata” a Derlin: sono stato il primo ad introdurla in Italia e ad elaborare, insieme con la mia fisioterapista, un protocollo di recupero funzionale postoperatorio, basato sulla ginnastica ipopressiva di Marcel Caufriez (una forma avanzata di fisioterapia, nel 2017 praticamente sconosciuta in Italia ma che da allora è diventata molto popolare), protocollo che è stato il primo del suo genere e che oggi è utilizzato da molti Colleghi in tutto il mondo.
Ma non mi sono fermato lì.
Oggi il mio team, composto da Chirurghi, Anestesisti, Terapisti del dolore, Fisioterapisti, Nutrizionisti e Medici esperti in Medicina Antiaging, propone un approccio integrato affrontando il tema della diastasi dei retti e delle sue conseguenze in un più ampio progetto di recupero del benessere fisico e psichico globale del paziente.
Contattami
Sono qui per rispondere con chiarezza, senza pressioni.
Puoi scrivermi direttamente una e-mail, compilare il form per avere informazioni, leggere le risposte ai dubbi più frequenti per capire se il percorso può essere adatto a te; oppure Prenotare una visita.