I sintomi della diastasi dei retti: chi ne soffre e come riconoscerla

La diastasi addominale, conosciuta anche come diastasi dei retti, è una condizione che interessa i muscoli della parete addominale e che spesso viene fraintesa come un semplice problema estetico. In realtà si tratta di una vera e propria patologia funzionale che può compromettere postura, digestione, respirazione e persino la salute del pavimento pelvico. Riconoscerla è fondamentale, perché i sintomi della diastasi non sempre sono evidenti e possono essere facilmente confusi con disturbi di altra natura.

In questo articolo vedremo chi può soffrirne e, soprattutto, quali sono i segnali da non sottovalutare per capire se si tratta davvero di diastasi addominale.

Cos’è la diastasi addominale

Il termine “diastasi” deriva dal greco διάστασις e significa “separazione”. In ambito medico, la diastasi dei retti si verifica quando i due muscoli retti dell’addome – che normalmente decorrono affiancati lungo la linea alba, dal torace al pube – si allontanano l’uno dall’altro. Questo provoca una perdita di compattezza della parete addominale e una riduzione della sua funzionalità.

È importante distinguere tra una lieve apertura dei muscoli, che può essere fisiologica e temporanea dopo il parto, e una vera e propria patologia, che non regredisce spontaneamente e che comporta sintomi anche significativi. La diastasi addominale non deve quindi essere vista soltanto come un inestetismo, ma come una condizione clinica che può avere ripercussioni sul benessere generale della persona.

Chi soffre di diastasi dei retti

La diastasi addominale colpisce soprattutto le donne dopo la gravidanza. Durante i nove mesi, infatti, la pressione esercitata dall’utero in crescita può indebolire la linea alba e determinare la separazione dei muscoli retti. Si stima che almeno una donna su tre sviluppi questa condizione dopo il parto, con una maggiore incidenza in caso di gravidanze gemellari, multiparità o parti cesarei.

Non sono però solo le donne ad esserne interessate. Anche gli uomini possono soffrire di diastasi addominale, in particolare quando sono presenti fattori come sovrappeso, obesità o attività sportiva intensa che mette a dura prova i muscoli addominali.

Altri elementi di rischio sono l’avanzare dell’età, che riduce l’elasticità dei tessuti, e alcune situazioni che comportano sforzi addominali ripetuti. In questo senso, la diastasi non deve essere considerata una “patologia della maternità”, ma una condizione che può riguardare entrambi i sessi.

I sintomi della diastasi addominale: come riconoscerla

Capire come riconoscere la diastasi addominale non è sempre semplice, perché i sintomi possono essere diversi da persona a persona e coinvolgere più sistemi del corpo. Per chiarezza, si possono suddividere in tre grandi categorie: sintomi addominali, sintomi posturali e sintomi legati al pavimento pelvico.

Sintomi addominali

  • Addome gonfio e sporgente: tipica “pancia da gravidanza” che non scompare nonostante dieta ed esercizio.
  • Ernie ombelicali o epigastriche, dovute alla debolezza della linea alba.
  • Dolori o fastidi addominali, anche durante semplici movimenti.
  • Problemi digestivi, come gonfiore persistente, difficoltà a digerire, reflusso gastroesofageo.
  • Stipsi per insufficienza del “torchio addominale”.
  • Difficoltà respiratorie legate alla ridotta funzione dei muscoli dell’addome.
  • Reflusso gastroesofageo secondario all’alterazione della pressione intraaddominale

Sintomi posturali e muscolo-scheletrici

  • Lombalgia cronica, dovuta al venir meno del sostegno addominale.
  • Alterazioni della postura, come l’aumento della curva lombare (iperlordosi).
  • Dolori articolari a livello di anche e bacino, per squilibri posturali.

Sintomi legati al pavimento pelvico

  • Incontinenza urinaria da sforzo, frequente dopo il parto.
  • Incontinenza fecale nei casi più severi.
  • Prolassi pelvici (vescicale, uterino, emorroidario).

Questi sintomi dimostrano che la diastasi dei retti non si limita al lato estetico, ma è una condizione che coinvolge diverse funzioni dell’organismo, influenzando qualità della vita, sicurezza nei movimenti e autostima.

Come distinguere i sintomi estetici dai sintomi funzionali

Uno degli errori più comuni è considerare la diastasi addominale solo come un inestetismo. In realtà, l’aspetto visivo dell’addome è soltanto la parte più evidente del problema, ma di certo non la più importante.

I sintomi estetici riguardano soprattutto il gonfiore persistente: molte persone notano una sorta di “pancia da gravidanza” che rimane sporgente anche mesi o anni dopo il parto o nonostante l’attività fisica. Questo segno può essere un campanello d’allarme, ma da solo non basta a definire la gravità della condizione.

I sintomi funzionali, invece, incidono direttamente sulla salute e sul benessere quotidiano. Rientrano in questa categoria il mal di schiena cronico, i problemi digestivi, la difficoltà respiratoria e i disturbi legati al pavimento pelvico. Sono proprio questi segnali che trasformano la diastasi da un semplice problema estetico a una vera patologia che merita attenzione medica.

Saper distinguere tra le due dimensioni è fondamentale: il gonfiore addominale può sembrare solo un disagio estetico, ma se è accompagnato da altri sintomi, allora è probabile che si tratti di una diastasi addominale clinicamente significativa.

Diagnosi e passi successivi

Riconoscere i sintomi è il primo passo, ma per avere la certezza che si tratti di diastasi addominale è necessaria una diagnosi specialistica.

Il Chirurgo, attraverso una visita clinica, può valutare la distanza tra i muscoli retti, verificando se la separazione è tale da compromettere la funzionalità della parete addominale. Se necessario, il Chirurgo può richiedere l’esecuzione di uno studio di imaging della parete addominale (ad esempio una ecografia o una molto più accurata TC della parete addominale) per chiarire la diagnosi e pianificare nella maniera più corretta possibile la strategia chirurgica.

Ottenuta la diagnosi, lo specialista propone un percorso personalizzato che tiene conto della gravità della condizione e dei sintomi presenti, ma occorre sottolineare che l’unica soluzione realmente efficace per correggerla in modo stabile la diastasi dei retti è la chirurgia mininvasiva quale la REPA o la MILA (Minimally Invasive Lipo-Abdominoplasty, nata dalla combinazione di REPA, lipoemulsione sottocutanea VASER e trattamento della lassità cutanea con J-Plasma Renuvion).

Ad oggi sono il chirurgo con la più ampia casistica mondiale per la REPA e sono l’unico in Italia a eseguire la MILA.

In conclusione

Il messaggio chiave è che la diastasi dei retti non deve essere sottovalutata: se si riconoscono i sintomi descritti, è bene rivolgersi a un professionista esperto per ricevere una valutazione corretta e individuare la soluzione più adatta.

La diastasi addominale è molto più di un problema estetico: i suoi sintomi possono interessare la digestione, la respirazione, la postura e il pavimento pelvico, incidendo in modo significativo sulla vita di chi ne soffre. Proprio per questo, riconoscere i segnali e distinguerli da un semplice gonfiore addominale è fondamentale.

Che si tratti di una donna dopo il parto o di un uomo con obesità o storia di sforzi addominali intensi, la diastasi dei retti merita attenzione medica. Sapere cos’è la diastasi addominale e come riconoscerla significa prendersi cura non solo del proprio aspetto, ma soprattutto della propria salute.

6 Commenti

  1. Valeria De Divitiis

    Buongiorno dottore, ho 30 anni, 2 gravidanze (l’ultima 4 anni e mezzo fa), ernia ombelicale non molto pronunciata. Pratico crossfit da 5 anni. Non ho nessuno dei sintomi descritti se non un leggero gonfiore addominale e, appunto, l’ernia spuntata dopo il secondo parto, ho effettuato in autonomia il controllo da sdraiata con le dita per valutare la distanza tra i due retti addominali e mi sembra ci passi al massimo un dito, comunque contraendo l’addome si vede la classica “cresta” da diastasi. Immagino possa essere una diastasi lieve che al momento non mi provoca problemi, avendo sempre avuto anche un muscolo addominale molto allenato, ma secondo lei vale comunque la pena intervenire o, visto che si tratta comunque di un intervento chirurgico, si può aspettare?

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    • info@cuccomarinomd.com

      Buongiorno, l’indicazione all’intervento e la valutazione delle sue tempistiche discendono sempre da una visita chirurgica. Cordiali saluti

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  2. Paola Augusta Rubeo

    Buongiorno a lei

    ho 63 anni con pluripatologie…asma da reflusso e allergica, insufficenza renale di 2 grado insufficenza aortica lieve/moderata MRGE reflusso laringofaringeo fibromialgia e spondiloartrite…diastasi retti addominali di 4 cm. a ottobre 2025…dopo intervento di annessiectomia bilaterale e isterectomia extrafasciale mi è venuta una pancia da gravidanza (anche se un pò di pancia l’ho sempre avuta). La dottressa dell’istituto dei tumori mi ha detto che l’intervento può aver aggravato la diastasi avendo io anche un piccola ernia ombelicale. Vorrei sapere 2 cose…se lei vede probabile un intervento di correzione o se posso correggerla con ausili e se lei la opera in regime di S.S.N. Ho un invalidità civile del 75%. Io sono a Milano. Grazie!

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    • info@cuccomarinomd.com

      Buonasera, io non lavoro nel SSN e vedo piuttosto improbabile che nel SSN possano proporle un intervento di correzione della sua diastasi. Cordiali saluti

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  3. Teresa

    Buongiorno dottore io nel 2024 sn stata operata di tumore al seno maligno mi hanno ricostruito il mio seno con un lembo della pancia ho sempre dolore tra ombelico addome specialmente quando faccio movimenti tipo allacciarsi le scarpe mi hanno detto che ho una distale dei retti cosa mi consiglia di fare ho 65 anni un invalidità del 75 per cento sono di Milano sn stata operata al Niguarda attendo risposta cordiali saluti teresa

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    • info@cuccomarinomd.com

      Buonasera, il mio consiglio è di prenotare una visita presso un chirurgo di sua fiducia per vedere cosa si possa fare

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